Stress e stanchezza

Stress e stanchezza
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Per stress ossidativo si identifica quella condizione fisica nella quale si rileva un’elevata presenza di radicali liberi nel nostro organismo. I radicali liberi sono molecole pericolose perchè altamente reattive: essi infatti essendo molto instabili attaccano e deteriorano le biomolecole delle cellule alla ricerca della propria stabilità.

I radicali liberi si generano principalmente in due situazioni:

Nella generazione di energia all’interno delle cellule;
Durante i processi di difesa dell’organismo messi in atto dai globuli bianchi, durante la lotta ai microrganismi invasori.

Quando il sistema antiossidante dell’organismo non è in grado di contrastare i radicali liberi prodotti si genera appunto lo stress ossidativo.

Come l’ossigeno ossida i metalli arrugginendoli i radicali liberi ossidano le nostre cellule. Questo processo provoca l’invecchiamento precoce di cellule e tessuti (denominato “inflammaging”): si tratta di uno stato pro-infiammatorio cronico che può portare ad alterazioni precoci come: riduzione della memoria e concentrazione, disturbi del sonno, diminuita capacità sessuale, capelli bianchi, calvizie, invecchiamento della pelle, riduzione delle difese immunitarie, aumento dei rischio cardiovascolare, diminuzione di energia, stress con ansia e depressione.

In particolare i neurobiologi hanno verificato che a cominciare dai 30 anni il cervello umano comincia a perdere giornalmente un certo numero di neuroni, dal 3 al 5% ogni decade, e che dopo i 70 anni può arrivare anche a centomila al giorno. Questo processo fisiologico di morte cellulare programmata, denominato “apoptosi”, comunemente “invecchiamento cerebrale”, è il motivo per cui dai 30 ai 75 anni il cervello perde fino al 10% del proprio peso e fino al 20% del proprio rifornimento di sangue. I neuroscienziati hanno scoperto che esistono fattori che contribuiscono in modo determinante alla perdita di neuroni a livello cerebrale: uno di questi è lo stress, altri sono legati all’ambiente come inquinamento, pesticidi e alla produzione di radicali liberi.

Risulta quindi fondamentale ridurre lo stress ossidativo e modulare le difese immunitarie assumendo sostanze antiossidanti e antiradicaliche, come la Papaya.

La Papaya è una pianta originale dell’America Centrale e Meridionale. In queste terre caratterizzate da clima intertropicale con soli pochi millimetri di pioggia all’anno la Papaya si riproduce facilmente, cresce rapidamente e fiorisce continuamente fruttificando durante tutto l’anno. La vita media della pianta è però di soli dieci anni e la produttività e massima al secondo anno di vita.

Il frutto della Papaya contiene un enzima, la papaina, che degrada le proteine e risulta molto utile per favorire la digestione. Il frutto acerbo contiene molti più enzimi rispetto al frutto maturo e fra i molti, troviamo la chimopapaina, importante per il buon funzionamento dell’organismo. Dopo i 35 anni infatti il pancreas diminuisce la produzione degli enzimi fondamentali che concorrono alla degradazione delle proteine.

Nella Papaya sono presenti anche antiossidanti come carotene, provitamine, selenio, flavonoidi. I carotenoidi, insieme agli altri antiossidanti, proteggono le cellule dai radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento e di patologie quali cancro e malattie cardiovascolari. E’ inoltre molto ricca di vitamina C e sali minerali, come potassio, magnesio e calcio. Le numerose proprietà del frutto fresco sono quindi dovute alla sua alta percentuale di vitamine, enzimi e oligoelementi.

Il particolare processo di bio-fermentazione, basato sull’esperienza della cultura giapponese, ha portato ad un prodotto innovativo, ancora più efficace per il benessere, commercializzato con il nome di IMMUN’AGE.

La particolare produzione, infatti, permette di modificare profondamente il contenuto di proteine e carboidrati presenti nel frutto fresco ed è in grado di generare un pool di nuove sostanze, chiamate B-glucani, con proprietà antiossidanti ed immunomodulanti documentate in letteratura scientifica. Queste particolari sostanze non si limitano ad agire da “spazzini” dei radicali liberi, ma ottimizzano anche le funzioni del sistema antiossidante endogeno dell’organismo, proteggendo le membrane cellulari ed il DNA dallo stress ossidativo.

Immun’age risulta quindi utile per combattere la stanchezza cronica, soprattutto nei cambi di stagione, lo stress psico-fisico e per ottimizzare le difese immunitarie in caso di affaticamento, convalescenza e in età avanzata.

Sono ormai numerose le testimonianze di ricercatori che utilizzano Immun’age per controllare lo stress ossidativo che risulta particolarmente aggressivo in patologie come Alzheimer, Parkinson, AIDS, immunodepressione.


Ti consigliamo di assumere una bustina al giorno per almeno un mese e di ripetere il ciclo 3-4 volte l'anno.