Vaccinazione antinfluenzale

Vaccinazione antinfluenzale
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L’influenza è una malattia provocata da virus (del genere Orthomixovirus) che infettano le vie aeree (naso, gola, polmoni). È molto contagiosa, perché si trasmette facilmente attraverso goccioline di muco e di saliva, anche semplicemente parlando vicino a un’altra persona. I sintomi che all’inizio la caratterizzano possono essere molto variabili, dal semplice raffreddore al mal di testa, dall’infiammazione della gola alla bronchite, ai dolori osteo-articolari.

Frequente motivo di consultazione medica e di ricovero ospedaliero, e principale causa di assenza dal lavoro e da scuola, l’influenza è ancora oggi la terza causa di morte in Italia per patologia infettiva, preceduta solo da AIDS e tubercolosi.

Secondo Fabrizio Pregliasco, virologo e ricercatore dell'università di Milano, "nell'autunno-inverno che ci attende saranno dai 12 ai 15 milioni gli italiani costretti a letto dai virus influenzali: da 4 a 5 milioni i casi di influenza vera e propria, 8-10 milioni le sindromi provocate da altri virus respiratori, i cosiddetti virus parainfluenzali. Molto dipenderà dal tempo: se l'inverno sarà lungo e freddo si avranno molti più pazienti influenzati; se al contrario dovesse essere più mite sarnno invece i virus parainfluenzali ad essere avvantaggiati".

La terapia dell'influenza, non complicata da sovrapposizioni batteriche, è essenzialmente di tipo sintomatico. Essendo la malattia di natura virale, infatti, non esistono farmaci specifici. Possono essere di ausilio gli antipiretici (abbassano la febbre) e gli antidolorifici (attenuano il dolore) per il mal di testa e i dolori osteomuscolari. Utile il riposo a letto, evitare gli sbalzi di temperatura e l’esposizione alle basse temperature.

Per quanto riguarda la terapia delle complicanze batteriche, come le broncopolmoniti, polmoniti ecc., sarà il medico a valutare il trattamento più opportuno, soprattutto se si tratta di pazienti "a rischio" (anziani, bambini piccoli, pazienti con deficit immunitario ecc. ).

Un'efficace prevenzione contro l'influenza è il vaccino specifico antinfluenzale, da effettuare a partire da metà di ottobre fino a fine dicembre. La protezione indotta dal vaccino comincia 2 settimane dopo l’inoculazione e perdura per un periodo di 6-8 mesi, poi tende a declinare. Per tale motivo, e perché possono cambiare i ceppi in circolazione, è necessario sottoporsi a vaccinazione antinfluenzale all’inizio di ogni nuova stagione influenzale.

Esistono due tipi di vaccini antinfluenzali, che seguono la storia dei virus antifluenzali:

- il vaccino trivalente: contiene tre ceppi virali, due sottotipi del virus A (A/H1N1 e A/H3N2) e solo uno dei possibili lineaggi del virus B (B/Victoria oppure B/Yamagata);

- il vaccino quadrivalente: come raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità questo vaccino contiente i due sottotipi del virus A (A/H1N1 e A/H3N2) ed entrambi i sottotipi del virus B (B/Victoria e B/Yamagata), in modo da fornire una migliore protezione contro l'influenza B rispetto ai vaccini trivalenti e ridurne la morobosità.

La recente introduzione del vaccino antinfluenzale quadrivalente rifletterebbe più accuratamente l'attuale epidemiologia dell'influenza e migliorerebbe l'efficacia del vaccino, ottimizzando il controllo di questa minaccia per la salute pubblica.